Quotidiano Sanità – Studio Fisioterapico Carlotta Viti https://studiofisioterapicoviti.it Terapia Manuale Sun, 11 Jul 2021 11:47:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 https://studiofisioterapicoviti.it/wp-content/uploads/2016/09/cropped-logo.w512-32x32.png Quotidiano Sanità – Studio Fisioterapico Carlotta Viti https://studiofisioterapicoviti.it 32 32 #pernontornareindietro: vacanze in sicurezza https://studiofisioterapicoviti.it/2020/07/11/pernontornareindietro-vacanze-in-sicurezza/ Sat, 11 Jul 2020 12:50:16 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2840 Oggi Quotidiano Sanità ha pubblicato il REPORT dell’8° monitoraggio sull’andamento del Covid 19 relativo al periodo 29 giugno – 5 luglio 2020, curato dall’ISS e dal Ministero della Salute. I dati rilevanti da registrare sono: un indice Rt superiore a 1 in ben 7 regioni nell’ultima settimana (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Veneto),

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Oggi Quotidiano Sanità ha pubblicato il REPORT dell’8° monitoraggio sull’andamento del Covid 19 relativo al periodo 29 giugno – 5 luglio 2020, curato dall’ISS e dal Ministero della Salute.

I dati rilevanti da registrare sono:

  • un indice Rt superiore a 1 in ben 7 regioni nell’ultima settimana (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Veneto), dove “erre con ti” è l’indice di trasmissibilità, ovvero un parametro che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, dato dal numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo,
  • un trend settimanale dei nuovi casi in crescita in 11 Regioni,
  • 636 i focolai attivi nella nazione di cui 99 nuovi solo nell’ultima settimana,
  • la necessità di monitorare ben 10 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto) valutate a rischio moderato di impatto del Covid sui servizi sanitari,
  • la criticità sanitaria in 4 regioni (Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia e Puglia) data da un numero di unità di personale inferiore ad 1 su 10 mila dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento,
  • l’allerta sulla resilienza dei servizi sanitari in Abruzzo, Campania e Puglia.

Si tratta di informazioni che dipingono un quadro in generale peggioramento e di numeri che evidenziano la gestione dell’epidemia CoVid19 a livello regionale. 

A partire dal suddetto Report Luciano Fassari su Quotidiano Sanità riassume con precisione la situazione regione per regione, schematizzata in questa tabella:

Già da una lettura sommaria appare evidente l’aumento di casi registrato nelle regioni con aumento di flusso turistico.

Alla luce di questi dati, il Ministero della Sanità e l’ISS non ritengono la situazione allarmante in quanto “il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg (periodo 22/6-5/7) di 4.3 per 100 000 abitanti (in lieve diminuzione)”, nonostante si rilevi che “in quasi tutte le Regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune Regioni”. Si ritiene che persista “l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali” nonostante “in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati”. Si valuta necessario invitare alla cautela in quanto i dati denotano che “in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante”. Infatti, “oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell’infezione vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l’origine”. “Questo evidenzia come ancora l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida”. Si conclude quindi che la situazione descritta in questo report sia “complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni. È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”.

A questo proposito alcuni ricercatori dell’ISS (Flavia Riccardo, Alberto Mateo Urdiales, Maria Luisa Scattoni) hanno realizzato e diffuso un video #pernontornareindietro dove ci ricordano le precauzioni essenziali da utilizzare per contrastare il virus, senza rinunciare a momenti di convivialità, divertimento e relax durante questa estate 2020.

Fondamentale la campagna di sensibilizzazione a 360° per informare e coinvolgere una popolazione stanca, desiderosa di normalità, non disponibile a rinunciare alle ferie in leggerezza e non pronta a sacrificare sé stessa per il bene comune. Ne è prova il flop dell’app immune, molto discussa, fortemente criticata e di fatto non utilizzata dalla maggior parte degli italiani. L’app Immuni non ha infatti raggiunto i target auspicati. Secondo il commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri “la principale ragione ha a che vedere con la fase del ciclo dell’epidemia che stiamo vivendo che trova qualche forma comprensibile ma non condivisibile di rilassamento generale”.  Nel corso di un evento organizzato dal Centro Studi Americani ha dichiarato che la App “servirà molto a partire dall’autunno”. Il viceministro Pierpaolo Sileri ha spiegato che “fa parte degli strumenti a nostra difesa contro il virus” ed ha sottolineato che “non si tratta di cedere i nostri dati in cambio della salute e neppure di paragonare il rilascio di dati sensibili ad altre app con Immuni, la quale trattiene esclusivamente informazioni anonime legate al contatto con un caso positivo”.  Sileri ha sottolineato l’importanza “di essere responsabili e consapevoli che se c’è qualcosa di buono che possiamo fare grazie al digitale contro il Covid, è usare Immuni. Nessun individuo si salva da solo, nessuno di noi è un’isola. Siamo tutti parte di un insieme che se contribuiamo a proteggere e far interagire proficuamente, diventa una comunità”. Silvestro Scotti, segretario generale della FIMMG, ha dichiarato che “Solo scaricando l’App Immuni il sistema sanitario potrà controllare efficacemente i nuovi focolai di infezione da Covid-19 ed evitare di essere costretti ad un nuovo lockdown”. Per questo la medicina generale ha scelto di schierarsi a sostegno del ministero della Salute per sensibilizzare i cittadini all’importanza della tracciabilità per individuare ed interrompere precocemente le nuove catene di contagio.

Resta il fatto che questa App non piace agli italiani che quindi -con alta probabilità- continueranno a non utilizzarla: il perché è da indagare tra le maglie delle strategie di comunicazione adottate e nella percezione di fiducia nel mondo della politica da parte della popolazione. Resta aperto il quesito sulle strategie più efficaci per raggiungere capillarmente la popolazione, responsabilizzarla e coinvolgerla attivamente: mi chiedo se al tavolo di concertazione possano contribuire in modo propositivo altri soggetti, forse ad oggi non contemplati, capaci di restituire la complessità delle diverse prospettive dal basso, per colmare quel gap sempre maggiore che da decenni separa politica e cittadinanza.

Per tenere viva la memoria del passato-presente contro la tendenza a dimenticare, negare e minimizzare una lettura emozionante ed emozionata, scritta da chi è stato travolto dall’imprevedibile e non si è tirato in dietro.

Una narrazione a 37 voci quella pubblicata da Il Pensiero Scientifico Editore (PSE) e curata dalla dott.ssa Luisa Soldano dal titolo  “Emozioni Virali – Le voci dei medici dalla pandemia”. Fra gli autori compaiono medici e pediatri di libera scelta, ospedalieri, ricercatori, liberi professionisti, militari, neolaureati e specializzandi: da un lato le tragedie, dall’altro la forza della resilienza dei singoli che fanno gruppo riorganizzandosi in assenza di protocolli guida. Venduto al Prezzo di 18 euro devolverà i proventi  alle famiglie dei medici morti in questi mesi.

Come sempre la storia è scritta dai vincitori, mai dai vinti, deformando la realtà e l’interpretazione che il futuro le attribuirà verso una bidimensionalità priva di sfaccettature e prospettive. Questa volta non sarà così: la storia di questa pandemia, nostro malgrado con i piedi ancora nel presente, non potrà mai essere scritta da colui che, da un punto di vista evoluzionistico, ad oggi appare come il momentaneo vincitore. Quel virus che ha saputo colonizzare una nuova specie ed adattarsi ad essa con velocità e mutabilità straordinarie non racconterà mai la propria versione, così come mai potranno raccontarcela i veri vinti: le migliaia di vittime morte in solitudine dietro ad un respiratore, con davanti la sola ultima immagine di medici senza volto. Con la sensibilità propria della Storia Orale e della Medicina Narrativa potremmo invece cambiare la tendenza alla bidimensionalità, dando voce alle famiglie delle vittime ed accogliendo le storie di una popolazione ferita da un trauma collettivo invisibile, caratterizzato da solitudine e paura, che si esplicita ogni giorno di più con subdole forme di disagio individuale. Questo restituirà dignità a tutti i deceduti, spessore alla Storia che leggeranno i posteri ma soprattutto sarà una grande opportunità di catarsi collettiva che altrimenti rischia di restare sepolta sotto la fretta del ritorno alla normalità ed al bisogno di cancellare l’accaduto come un brutto sogno. Questo potrebbe anche aiutare una società disgregata dagli individualismi a sentirsi più unita, nel rispetto dell’altro e nella tutela di tutti.

Il superamento -almeno parziale- dell’autoreferenzialismo potrebbe dare i propri frutti anche nel breve termine, permettendo ai molti -preoccupati dello stigmatismo e delle conseguenze pragmatiche del proprio comportamento responsabile- di superare le paure e denunciare il proprio stato di salute, piuttosto che quello di chi -malato o portatore sano- continua a non rispettare i comportamenti di tutela di sé e degli altri, contribuendo alla diffusione del virus ed alzando la probabilità di un nuovo lockdown, deleterio per l’economia e la salute psico-fisica dell’intero paese.

 

 

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#iorestoacasa https://studiofisioterapicoviti.it/2020/03/09/iorestoacasa/ Mon, 09 Mar 2020 22:59:17 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2479 “Non c’è più tempo. I numeri ci raccontano di una crescita importante dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. Le nostre abitudini vanno cambiate ora. Dobbiamo tutti rinunciare a qualcosa per il bene dell’Italia, e lo dobbiamo fare subito” [Comunicazione del Presidente del Consiglio Conte] Il testo che verrà firmato a breve

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“Non c’è più tempo. I numeri ci raccontano di una crescita importante dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. Le nostre abitudini vanno cambiate ora. Dobbiamo tutti rinunciare a qualcosa per il bene dell’Italia, e lo dobbiamo fare subito” [Comunicazione del Presidente del Consiglio Conte]

Il testo che verrà firmato a breve da Conte, sarà pubblicato già stasera in Gazzetta Ufficiale. Le nuove misure saranno dunque operative già da domani, martedì 10 marzo 2020.

Su Quotidiano Sanità l’articolo completo con le misure del nuovo DPCM come segue:

Con l’articolo 1 si estendono all’intero territorio nazionale le misure già previste dal Dpcm dell’8 marzo per la Regione Lombardia e 14 province di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche, e in paerticolare:

a) evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;

b) ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,50 C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;

c) divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus;

d) (modificato, come di seguito, rispetto al precedente Dpcm, ndr.) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro;

e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera r);

f) sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;

g) sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività;

h) sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza ad esclusione dei corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie. Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Sono sospese le riunioni degli organi collegiali in presenza. Gli enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia richiamati, non facenti parte di circoli didattici o istituti comprensivi;

i) l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro di cui all’allegato 1 lettera d). Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri;

l) sono chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;

m) sono sospese le procedure concorsuali pubbliche e private ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati è effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica; sono inoltre esclusi dalla sospensione i concorsi per il personale sanitario, ivi compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e quelli per il personale della protezione civile, i quali devono svolgersi preferibilmente con modalità a distanza o, in caso contrario, garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all’allegato I lettera d);

n) sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo, a carico del gestore, di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1 lettera d), con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;

o) sono consentite le attività commerciali diverse da quelle di cui alla lettera precedente a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro di cui all’allegato I lettera d), tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività ln caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse;

p) sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale;

q) sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza intelpersonale di un metro di cui all’allegato I lettera d), ed evitando assembramenti;

r) nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all’allegato I lettera d), con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all’allegato 1 lettera d), le richiamate strutture dovranno essere chiuse. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all’allegato I lettera d), con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;

s) sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi;

t) sono sospesi gli esami di idoneità di cui all’articolo 121 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, da espletarsi presso gli uffici periferici della motorizzazione civile aventi sede nei territori di cui al presente articolo; con apposito provvedimento dirigenziale è disposta, in favore dei candidati che non hanno potuto sostenere le prove d’esame in ragione della sospensione, la proroga dei termini previsti dagli articoli 121 e 122 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Sull’intero territorio nazionale vengono poi vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

All’articolo 2 si spiega che queste disposizioni avranno effetto dal 10 marzo fino al 3 aprile 2020.

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