Governo – Studio Fisioterapico Carlotta Viti https://studiofisioterapicoviti.it Terapia Manuale Sun, 11 Jul 2021 11:47:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 https://studiofisioterapicoviti.it/wp-content/uploads/2016/09/cropped-logo.w512-32x32.png Governo – Studio Fisioterapico Carlotta Viti https://studiofisioterapicoviti.it 32 32 Nuovo DPCM – 3 nov 2020 https://studiofisioterapicoviti.it/2020/11/05/nuovo-dpcm-3-nov-2020/ Thu, 05 Nov 2020 04:50:26 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2874 Parliamo ormai della terza fase nella gestione della seconda ondata della Pandemia di CoVid19 da SARS-COV2: di fatto la prima ondata pandemica non si è mai fermata ma è stata semplicemente oscurata temporaneamente da interessi dominanti a livello politico, economico, collettivo e individuale che hanno dato via libera ad un’estate senza limiti, il cui prezzo

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Parliamo ormai della terza fase nella gestione della seconda ondata della Pandemia di CoVid19 da SARS-COV2: di fatto la prima ondata pandemica non si è mai fermata ma è stata semplicemente oscurata temporaneamente da interessi dominanti a livello politico, economico, collettivo e individuale che hanno dato via libera ad un’estate senza limiti, il cui prezzo -era chiaro- sarebbe arrivato con il primo freddo. Se è vero che la medicina non è una scienza esatta, è altrettanto vero che non è una mera opinione del primo che passa, ma possiede strumenti epidemiologici validi per investigare, comprendere e prevenire: resta quindi difficile da comprendere come -dopo i primi tre mesi di emergenza, tale ondata -profetizzata sin da marzo- non sia stata gestita con maggior prudenza e lungimiranza.

Sicuramente non hanno aiutato le fake news sui social che -in nome della libertà di parola e di opinione- hanno dato spazio al qualunquismo di ignoranti e malpensanti che, riempiendosi la bocca di paroloni scientifici e di “capacità critica” in buona o cattiva fede, hanno irresponsabilmente sporcato informazioni importanti che avrebbero aiutato ad omogeneizzare comportamenti igienici preventivi di fondamentale importanza. In parallelo, il mondo del giornalismo che da tempo ha rinunciato a fare informazione e troppo spesso si dedica alla notizia sensazionistica misurata a colpi di click, senza neppure andare alla fonte pur di tagliare il traguardo della presenza mediatica, ha diffuso, confuso e alimentato diffidenza. Al contempo tramite la TV è stato portato nelle case delle persone il dibattito scientifico “primario” che, inevitabile fonte di ricchezza e fondamentale processo intellettivo che produce evoluzione e scoperte, da sempre avviene dietro le quinte del mondo della ricerca per poi uscire sotto forma di informazione scientifica per addetti ai lavori e non: fase di analisi e crescita indispensabile ma non per forza condivisibile nella sua forma più grezza della fase iniziale perché non compresa o interpretata come inaffidabile da chi, non conoscendone le dinamiche evolutive, non può che concludere che anche gli scienziati sono smarriti. Alcuni scienziati e sanitari poi si sono lanciati nel teatro televisivo alla ricerca di notorietà ed hanno partecipato al caos mediatico con dichiarazioni prive di fondamento scientifico (poi ritrattate o mascherate sotto le mentite spoglie di malinteso), finalizzato a scopi politici e non sanitari. Il mondo della politica tutto non ci ha risparmiato strumentalizzazioni inopportune: sarebbe stato bello per una volta restare stupiti dalla maturità di una classe dirigente che per una volta avrebbe avuto un tema “neutro” attorno al quale unirsi e pianificare responsabilmente politiche costruttive e lungimiranti per uscire da questa pandemia con meno ferite e qualche nuova opportunità. Paura, confusione e il crescente disagio socio-economico hanno aumentato reazioni di evitamento e di deresponsabilizzazione di parte della popolazione che non ha aderito alla richiesta di partecipazione a comportamenti di tutela collettiva tramite distanziamento fisico (non sociale), ridotta mobilità alle reali esigenze, utilizzo appropriato di mascherine, disinfezione frequente di mani, elevata igiene di ambienti e indumenti.

Resta curioso come i bias euristici che il nostro sistema mette in atto prevalgano su conoscenza e buon senso, tanto da perseverare nella comparazione del Sars Cov2 con una qualunque influenza stagionale, a fronte della coerenza di dati analizzati da enti indipendenti ed autonomi che dimostrano le caratteristiche proprie di questo virus.

Tuttavia, anche se tutti i media descrivono preferibilmente la minoranza negazionista che fa più scalpore della maggioranza responsabile, la popolazione è mediamente attenta e pronta a fare sacrifici, nonostante la stanchezza, l’incertezza e la frustrazione nel vedere i propri sforzi cancellati da assembramenti impuniti. Forse, se il Governo investisse in controlli ci sarebbero meno abusi e se i giornalisti cominciassero a parlare dei tanti gesti di civiltà quotidiana, si alzerebbe il tono dell’umore di molti che -non potendosi contare- si percepiscono come rare mosche bianche in sofferenza per l’inutile sforzo psicologico ed economico atto a ridurre la velocità di propagazione del virus ma percepito come insufficiente nella minoranza negazionista che -sotto la lente- appare enorme.

Ed eccoci ad oggi: il crescere dei numeri dei positivi asintomatici, sintomatici, malati gravi e a rischio di vita in relazione alle risorse umane, strutturali ed economiche territoriali sono in continuo aumento, fatto indiscutibile nonostante la criticabile strategia di raccolta, analisi e condivisione dei dati che -ancora una volta- spacca il territorio e sottolinea la grave mancanza di unità d’intenti a livello politico e governativo dove, evidentemente, le priorità continuano ad essere altre e non il bene comune. Una disarmante strumentalizzazione politica che trasforma dati, notizie, decisioni in occasioni per la campagna permanente dei troppi pseudo-leader.

Tale criticità impone nuove misure di contenimento che, a mio avviso, vedono differenze regionali a seconda del rapporto positivi/risorse ed altri parametri di governance sanitaria.

Nessuna Regione verde. Giallo, Arancione e Rosso i colori di una nuova emergenza da rincorrere dopo mesi di dati ed analisi GIMBE che hanno mostrato chiaramente l’andamento e denunciato spesse volte la necessità di agire subito -sin da settembre- per contenere una diffusione che gli spostamenti vacanzieri hanno contribuito a promuovere ed alimentare.

Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
Area arancione: Puglia, Sicilia.
Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

Stupiscono alcune regioni in area gialla come l’Emilia Romagna che, probabilmente grazie alle elevate risorse, nonostante l’alto RT, restano apparentemente a minor rischio di altre.

Ecco le linee guida primarie da seguire per ogni area:

Fonte ufficiale:

http://www.governo.it/node/15617

Allegati:

http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/Dpcm_20201103_allegati_.pdf

http://www.governo.it/it/media/dpcm-3-novembre-2020-conferenza-stampa-del-presidente-conte/15626

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#turestaacasa – il video della Polizia di Stato che spiega perché e come il contributo individuale è fondamentale! https://studiofisioterapicoviti.it/2020/03/25/turestaacasa-il-video-della-polizia-di-stato-che-spiega-perche-e-come-il-contributo-individuale-e-fondamentale/ Wed, 25 Mar 2020 15:44:59 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2643 Lunedì 21/2/2020 è stato individuato il caso 1 di CoVid19 all’Ospedale di Codogno, il giorno successivo il Governo si è riunito ed il 23/2 sera il Presidente Conte ha emesso il primo Decreto di emergenza, entrato poi in vigore dalla mattina del 24/02. Al primo DPCM ne sono seguiti altri 5, gradualmente sempre più restrittivi,

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Lunedì 21/2/2020 è stato individuato il caso 1 di CoVid19 all’Ospedale di Codogno, il giorno successivo il Governo si è riunito ed il 23/2 sera il Presidente Conte ha emesso il primo Decreto di emergenza, entrato poi in vigore dalla mattina del 24/02. Al primo DPCM ne sono seguiti altri 5, gradualmente sempre più restrittivi, ai quali si aggiungono varie ordinanze regionali e regolamenti comunali.

Questo susseguirsi di comunicati è per alcuni il segno di un cauto e ponderato adattamento alla situazione, nel tentativo di ritardare il più possibile la “chiusura totale”, mentre per altri è il segno di un navigare a vista caotico, rincorrendo il virus, piuttosto che anticipandolo.

Allo stesso tempo questa modalità ha il pregio di favorire la metabolizzazione delle informazioni da parte della popolazione ed il lento adattamento alle nuove misure restrittive, dall’altro però ha il limite di aggiungere allo stato già di allerta ed ansia, quello di incertezza e confusione. Una incertezza strettamente connessa al senso di sospensione e di attesa che non permettono alcuna pianificazione della propria vita, nel breve e nel medio termine; una confusione legata alla difficoltà di ricezione, comprensione e rispetto delle regole date.

Tutto questo provoca disagio, alimenta impotenza, promuove frustrazione e suscita rabbia. C’è la rabbia di chi faticosamente rispetta le regole e scopre che non tutti lo fanno; c’è la rabbia di chi non condivide le scelte del Governo e fatica a riconoscerle come valide; c’è la rabbia di chi si sente oppresso, recluso e violato nella propria libertà e c’è la rabbia di chi ha già capito il “piano” anti-democratico che sottostà a queste scelte restrittive…

Quanto può continuare a bollire questa pentola a pressione?

E’ importante che ciascuno di questi sentimenti vengano riconosciuti da ciascuno di noi, maneggiati con cura e veicolati in attività propositive, caratterizzate da obiettivi chiari e raggiungibili. Per questo è necessario essere concreti ed individuare un timing ipotetico, all’interno del quale pianificare il proprio agire e collocare il proprio esistere.

Nel frattempo è importante mantenere a fuoco le priorità, senza lasciarsi distogliere dal rumore di fondo del malessere collettivo che, seppur comprensibile e condivisibile su più piani di lettura, è ad oggi però più inutile che produttivo. Questo non significa rinunciare alla capacità critica né chiudere le porte alle diverse ipotesi socio-economiche e politiche che diversi esponenti -degni di stima- stanno avanzando.

Seppur vigili e critici, ad oggi siamo di fronte ad alcune priorità dettate da fatti contingenti innegabili, non ipotesi più o meno probabili:  il virus esiste, ha incontrato l’uomo e quest’ultimo deve riorganizzare la propria esistenza in virtù di esso, in attesa di cure efficaci per gestire la malattia, di vaccini adeguati per abbassarne la aggressività, di sviluppare difese e immunità che lo rendano inoffensivo. Tutto ciò richiede tempo mentre in ballo ci sono le nostre libertà, le nostre autonomie, le nostre economie e le nostre esistenze che spingono e ci rendono irrequieti, meno tolleranti e più irascibili.

Oggi più che mai è importante tenere la barra al centro e mettere in atto tutte le nostre risorse e strategie di resilienza: cominciamo con il fare chiarezza tra le diverse informazioni a disposizione, leggendo l’ultimo decreto datato 22/03/2020 che riassume gli aspetti salienti dei 5 precedenti ed aggiunge nuove restrizioni, riprese e spiegate nella pagina della Regione Emilia Romagna.

Nella speranza che il Governo capisca che la società civile necessita di indicazioni chiare e di tempistiche a breve e medio termine atte alla pianificazione di una vita, privata e lavorativa, che non può basarsi sulle notizie giornaliere e sulle regole che a cascata vengono recepite e ri-elaborate ai diversi piani del potere, dobbiamo continuare pazientemente a fare del nostro meglio per tenere alti il livello igienico e la distanza sociale.

Il video della Polizia di Stato ci spiega il come ed il perché.

 

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