Studio Fisioterapico Carlotta Viti https://studiofisioterapicoviti.it Terapia Manuale Sun, 11 Jul 2021 11:47:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 https://studiofisioterapicoviti.it/wp-content/uploads/2016/09/cropped-logo.w512-32x32.png Studio Fisioterapico Carlotta Viti https://studiofisioterapicoviti.it 32 32 Convegno SiPNEI – la necessità impellente di una visione sistemica non riduzionistica! https://studiofisioterapicoviti.it/2020/11/05/convegno-sipnei-la-necessita-impellente-di-una-visione-sistemica-non-riduzionistica/ Thu, 05 Nov 2020 06:41:22 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2881 In virtù dell’emergenza pandemica il Congresso Annuale SiPNEI è stato posticipato al 2021. Per tutti gli iscritti è stato comunque organizzato un pre-congresso online che si è rivelato molto interessante, utile e propositivo. Il 17-18 ottobre 2020 si è tenuto quindi questo evento online che -incentrato sul tema AMBIENTE E PSICHE AL TEMPO DI COVID19

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In virtù dell’emergenza pandemica il Congresso Annuale SiPNEI è stato posticipato al 2021. Per tutti gli iscritti è stato comunque organizzato un pre-congresso online che si è rivelato molto interessante, utile e propositivo.

Il 17-18 ottobre 2020 si è tenuto quindi questo evento online che -incentrato sul tema AMBIENTE E PSICHE AL TEMPO DI COVID19 – ha raccolto trasversalmente diversi esponenti del mondo sanitario, universitario e della ricerca ed ha visto la partecipazione di centinaia di addetti ai lavori come audience.

I relatori hanno saputo analizzare le diverse sfaccettature della situazione politica, sanitaria ed ecomonica che sottostà alle difficoltà di comprensione della complessità del fenomeno, alle latenze di azione e reazione, nonché alla mancanza di prevenzione della pandemia da SarsCOV2.

Molti i piani di lettura di una visione che rifiuta il riduzionismo a favore di una visione sistemica dell’essere umano nell’ambiente al tempo del virus che ha trovato strada facile nella colonizzazione di un nuovo ospite indebolito da inquinamento, stress, malnutrizione, sedentarietà, errati stili di vita, patologie pregresse, spesso privo di rete sociale ed ammortizzatori, in un contesto territoriale devastato dalle politiche del mercato della salute dove quest’ultima è stata ridotta da bene primario a prodotto.

Un paradigma altro quello proposto dalla SiPNEI che avanza critiche costruttive con cognizione di causa a partire dalle evidenze scientifiche nonché dalla preziosa esperienza di Wuhan, dove hanno saputo integrare le più innovative risorse tecnologiche e farmacologiche con la medicina tradizionale cinese di cui ormai molte “apparenti stregonerie” hanno trovato spiegazioni logiche e validate anche sotto la lente dei modelli occidentali di sperimentazione e verifica di efficacia.

Solo dall’analisi critica più profonda della nostra società, a partire dai suoi valori e significati più antichi che hanno portato al dualismo mente-corpo ed alla conseguente impossibilità di occuparci in modo adeguato ed organico del mantenimento e perseguimento dell’allostasi e della cura dell’integrità dell’essere umano, nonché della strutturazione socio-sanitaria e politico-economica che ne è conseguita con grave danno per il sistema di cura e prevenzione, è possibile ritrovare il bandolo della matassa e ragionare su come affrontare oggi questa pandemia, prevenendo al contempo le conseguenze organiche, psico-emotive, socio-lavorative più gravose per il medio e lungo termine.

E’ così che importanti contributi scientifici si sono susseguiti senza mezzi termini né sconti verso chi ha smantellato prima, chi ha abusato poi e chi continua a minare il sistema nella sua integrità: una scansione dettagliata del presente ed una previsione del futuro per delineare strategie concrete che -agite oggi- potrebbero evitare gli scenari peggiori.

Molti i nomi tra cui i dottori Capua, Cracolici, Gottardello ed i Prof. Bologna, Lazzari e Bottaccioli che hanno contribuito e proposto strategie concrete coerenti con un approccio sistemico alla complessità della natura di cui siamo parte come homo sapiens e dove l’elemento ambiante non può essere ignorato.

Gli Stili di Vita intesi come consapevolezza di sé e del contesto nel qui ed ora sono la chiave di lettura: alimentazione, movimento, ritmi circadiani, gestione dello stress, mantenimento delle relazioni e reti sociali sono i cardini di questo approccio che propone di supportare la popolazione tutta, ciascuno per la propria condizione ed il proprio stato di salute psico-fisica.

Come stress mal gestito, malnutrizione, sedentarietà, scarso riposo quali-qantitativo e povere relazioni sociali  promuovono abbassamento delle difese e quella infiammazione sistemica subdola da cui derivano molte patologie croniche e disfunzioni pluri-organiche e multisistemiche, al contrario alimentazione sana e corretta abbinata a movimento quotidiano, socializzazione adeguata alla situazione contingente e gestione dell’ansia e della paura sono promotori di un innalzamento delle difese immunitarie. Tale innalzamento in quanto tale non impedirà al virus di colonizzare il sistema in caso di contatto con il soggetto, tuttavia gli renderà la vita più complessa e ridurrà gli effetti negativi della malattia, rendendola meno invalidante, meno letale e meno persistente, con conseguenti minori cicatrici in un futuro prossimo di cui oggi non siamo ancora in grado di prevedere gli effetti sanitari ed economici.

Se per i soggetti sani (negativi) potrebbe bastare questo approccio, per quelli positivi asintomatici sono necessarie integrazioni precoci con probiotici, integratori, agopuntura, movimento e supporto psicologico adeguati al caso. Allo stesso modo, sintomatici e paucisintomatici necessitano di cure farmacologiche associate ai suddetti approcci di provata efficacia, come i casi gravi di assistenza ospedaliera appropriata e puntuale. Domiciliarizzazione e ospedalizzazione vanno dosate con strategie specifiche così come i farmaci e tutti gli altri supporti, a partire da una conoscenza profonda e condivisa di un sapere medico che mantenga una visione d’insieme del sistema uomo-ambiente e soggetto-SSN, con logiche trasparenti ed etiche integre.

Questo il programma del Congresso nel dettaglio

Qui la relazione introduttiva della Dott.ssa Ilaria Capua

Qui la conclusione magistrale del Prof Bottaccioli

Qui “il libro degli abstract del Congresso”

In seguito alle dense giornate scientifiche del pre-congresso dedicate alla pandemia da SARS-CoV-2 realizzate online nei giorni 17-18 ottobre 2020, il Consiglio direttivo nazionale della Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia, congiuntamente al Comitato scientifico del IV Congresso nazionale SIPNEI, hanno deliberato un documento di denuncia e proposta concreta di approccio sanitario sistemico, inetgrato ed evidence based alla pandemia.
Con esso l’invito a tutti i soci SIPNEI e le persone che condividono le linee di fondo ed il paradigma di base presentate nel relativo testo a diffonderlo, organizzando momenti di confronto (telematico) tra operatori e istituzioni sanitarie e politiche perché mai come ora c’è bisogno di un polo attivo e propositivo di razionalità scientifica che promuova la costruzione della strada dell’innovazione, del cambiamento profondo della cultura e dei servizi di cura a a partire da basi validate. 

Qui il comunicato ufficiale in formato integrale del Direttivo Nazionale SiPNEI con informazioni dettagliate, spiegazioni approfondite e appello di responsabilizzazione ai sanitari e preghiera di condivisione a tutti in forma capillare.

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Nuovo DPCM – 3 nov 2020 https://studiofisioterapicoviti.it/2020/11/05/nuovo-dpcm-3-nov-2020/ Thu, 05 Nov 2020 04:50:26 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2874 Parliamo ormai della terza fase nella gestione della seconda ondata della Pandemia di CoVid19 da SARS-COV2: di fatto la prima ondata pandemica non si è mai fermata ma è stata semplicemente oscurata temporaneamente da interessi dominanti a livello politico, economico, collettivo e individuale che hanno dato via libera ad un’estate senza limiti, il cui prezzo

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Parliamo ormai della terza fase nella gestione della seconda ondata della Pandemia di CoVid19 da SARS-COV2: di fatto la prima ondata pandemica non si è mai fermata ma è stata semplicemente oscurata temporaneamente da interessi dominanti a livello politico, economico, collettivo e individuale che hanno dato via libera ad un’estate senza limiti, il cui prezzo -era chiaro- sarebbe arrivato con il primo freddo. Se è vero che la medicina non è una scienza esatta, è altrettanto vero che non è una mera opinione del primo che passa, ma possiede strumenti epidemiologici validi per investigare, comprendere e prevenire: resta quindi difficile da comprendere come -dopo i primi tre mesi di emergenza, tale ondata -profetizzata sin da marzo- non sia stata gestita con maggior prudenza e lungimiranza.

Sicuramente non hanno aiutato le fake news sui social che -in nome della libertà di parola e di opinione- hanno dato spazio al qualunquismo di ignoranti e malpensanti che, riempiendosi la bocca di paroloni scientifici e di “capacità critica” in buona o cattiva fede, hanno irresponsabilmente sporcato informazioni importanti che avrebbero aiutato ad omogeneizzare comportamenti igienici preventivi di fondamentale importanza. In parallelo, il mondo del giornalismo che da tempo ha rinunciato a fare informazione e troppo spesso si dedica alla notizia sensazionistica misurata a colpi di click, senza neppure andare alla fonte pur di tagliare il traguardo della presenza mediatica, ha diffuso, confuso e alimentato diffidenza. Al contempo tramite la TV è stato portato nelle case delle persone il dibattito scientifico “primario” che, inevitabile fonte di ricchezza e fondamentale processo intellettivo che produce evoluzione e scoperte, da sempre avviene dietro le quinte del mondo della ricerca per poi uscire sotto forma di informazione scientifica per addetti ai lavori e non: fase di analisi e crescita indispensabile ma non per forza condivisibile nella sua forma più grezza della fase iniziale perché non compresa o interpretata come inaffidabile da chi, non conoscendone le dinamiche evolutive, non può che concludere che anche gli scienziati sono smarriti. Alcuni scienziati e sanitari poi si sono lanciati nel teatro televisivo alla ricerca di notorietà ed hanno partecipato al caos mediatico con dichiarazioni prive di fondamento scientifico (poi ritrattate o mascherate sotto le mentite spoglie di malinteso), finalizzato a scopi politici e non sanitari. Il mondo della politica tutto non ci ha risparmiato strumentalizzazioni inopportune: sarebbe stato bello per una volta restare stupiti dalla maturità di una classe dirigente che per una volta avrebbe avuto un tema “neutro” attorno al quale unirsi e pianificare responsabilmente politiche costruttive e lungimiranti per uscire da questa pandemia con meno ferite e qualche nuova opportunità. Paura, confusione e il crescente disagio socio-economico hanno aumentato reazioni di evitamento e di deresponsabilizzazione di parte della popolazione che non ha aderito alla richiesta di partecipazione a comportamenti di tutela collettiva tramite distanziamento fisico (non sociale), ridotta mobilità alle reali esigenze, utilizzo appropriato di mascherine, disinfezione frequente di mani, elevata igiene di ambienti e indumenti.

Resta curioso come i bias euristici che il nostro sistema mette in atto prevalgano su conoscenza e buon senso, tanto da perseverare nella comparazione del Sars Cov2 con una qualunque influenza stagionale, a fronte della coerenza di dati analizzati da enti indipendenti ed autonomi che dimostrano le caratteristiche proprie di questo virus.

Tuttavia, anche se tutti i media descrivono preferibilmente la minoranza negazionista che fa più scalpore della maggioranza responsabile, la popolazione è mediamente attenta e pronta a fare sacrifici, nonostante la stanchezza, l’incertezza e la frustrazione nel vedere i propri sforzi cancellati da assembramenti impuniti. Forse, se il Governo investisse in controlli ci sarebbero meno abusi e se i giornalisti cominciassero a parlare dei tanti gesti di civiltà quotidiana, si alzerebbe il tono dell’umore di molti che -non potendosi contare- si percepiscono come rare mosche bianche in sofferenza per l’inutile sforzo psicologico ed economico atto a ridurre la velocità di propagazione del virus ma percepito come insufficiente nella minoranza negazionista che -sotto la lente- appare enorme.

Ed eccoci ad oggi: il crescere dei numeri dei positivi asintomatici, sintomatici, malati gravi e a rischio di vita in relazione alle risorse umane, strutturali ed economiche territoriali sono in continuo aumento, fatto indiscutibile nonostante la criticabile strategia di raccolta, analisi e condivisione dei dati che -ancora una volta- spacca il territorio e sottolinea la grave mancanza di unità d’intenti a livello politico e governativo dove, evidentemente, le priorità continuano ad essere altre e non il bene comune. Una disarmante strumentalizzazione politica che trasforma dati, notizie, decisioni in occasioni per la campagna permanente dei troppi pseudo-leader.

Tale criticità impone nuove misure di contenimento che, a mio avviso, vedono differenze regionali a seconda del rapporto positivi/risorse ed altri parametri di governance sanitaria.

Nessuna Regione verde. Giallo, Arancione e Rosso i colori di una nuova emergenza da rincorrere dopo mesi di dati ed analisi GIMBE che hanno mostrato chiaramente l’andamento e denunciato spesse volte la necessità di agire subito -sin da settembre- per contenere una diffusione che gli spostamenti vacanzieri hanno contribuito a promuovere ed alimentare.

Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
Area arancione: Puglia, Sicilia.
Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

Stupiscono alcune regioni in area gialla come l’Emilia Romagna che, probabilmente grazie alle elevate risorse, nonostante l’alto RT, restano apparentemente a minor rischio di altre.

Ecco le linee guida primarie da seguire per ogni area:

Fonte ufficiale:

http://www.governo.it/node/15617

Allegati:

http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/Dpcm_20201103_allegati_.pdf

http://www.governo.it/it/media/dpcm-3-novembre-2020-conferenza-stampa-del-presidente-conte/15626

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Cosa dice il nuovo Report sull’andamento dell’epidemia in Italia? https://studiofisioterapicoviti.it/2020/08/02/cosa-dice-il-nuovo-report-sullandamento-dellepidemia/ Sun, 02 Aug 2020 15:52:28 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2853 Cautela è la parola d’ordine. La cautela interpretativa di chi analizza i dati e come un funambolo cerca l’equilibrio tra l’esigenza di informare e quella di non allarmare, ma anche la cautela che dovremmo avere tutti noi, a partire dai gesti quotidiani per arrivare alla responsabilità di azioni e comportamenti. E’ innegabile che i dati

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Cautela è la parola d’ordine. La cautela interpretativa di chi analizza i dati e come un funambolo cerca l’equilibrio tra l’esigenza di informare e quella di non allarmare, ma anche la cautela che dovremmo avere tutti noi, a partire dai gesti quotidiani per arrivare alla responsabilità di azioni e comportamenti.

E’ innegabile che i dati di oggi siano migliori di quelli che hanno caratterizzato il periodo marzo-giugno in termini di severità e mortalità. Al contempo è innegabile che stiano aumentando sia i contagi, sia i ricoveri.

Pertanto il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini nell’Ordinanza del 24/7/20 riafferma alcuni principi chiave quali: 1) il metro di distanziamento in tutti i contesti, sia al chiuso che all’aperto se caratterizzati da posizioni fisse e prestabilite;  2) limite di partecipazione nelle celebrazioni che si svolgono all’interno degli edifici religiosi con un numero di sedute utilizzabili che garantiscano il distanziamento tra i partecipanti, in ogni caso fino al numero massimo di 350 persone.

L’11° Report di Monitoraggio sul CoVid19 -aggiornato al 28/7/29 e pubblicato su Quotidiano Sanità- evidenzia un peggioramento caratterizzato da un calo dell’età media dei nuovi casi che scende a 40 anni e da un trend in crescita in 16 Regioni, con 763 focolai attivi. Questi ultimi per il momento non sembrano mettere in crisi il SSN, anche se cala in molte regioni la capacità di monitorare l’epidemia, mentre l’indice Rt nazionale resiste poco sotto l’1 con uno 0,98 precario e 6 regioni che hanno già superato la soglia. Per questo il Ministero della Salute e l’ISS sottolineano la forte necessità di attenzione e rispetto delle norme in vigore.

In totale nella settimana di riferimento sono stati registrati a livello nazionale 1.613 nuovi casi con un 36% di origine ignota. Su Quotidiano Sanità i dati in sintesi regione per regione.

Il Governo ha prorogato lo Stato di Emergenza al 15 Ottobre 2020 e ribadito la necessità di mantenere determinate precauzioni in merito ad assembramenti e spostamenti. Il Presidente Mattarella invita a non abbassare le difese sottolineando che la libertà non si esprime con la possibilità di fare ammalare gli altri.

Dal grafico dei dati elaborati dal GIMBE che illustra il posizionamento delle Regioni in relazione alle medie nazionali di prevalenza e incremento percentuale dei casi nella settimana dal 25/7 al 1/8/20 emergono cambiamenti rilevanti, nonostante il calo dei tamponi.

In un sistema globalizzato come quello contemporaneo, l’analisi e le successive scelte strategiche non possono limitarsi ai confini politici. La recente esperienza pandemica ancora in atto infatti ci ricorda quotidianamente che è necessario un approccio sistemico nazionale, europeo e mondiale: all’interno di uno stesso paese, così come in scala più ampia, sono necessarie linee ponderate capaci di tenere conto sia delle differenze locali sia della frequenza degli spostamenti della popolazione, in quanto promotori di contaminazioni (positive come quelle culturali e scientifiche ma anche negative come nel caso della diffusione di un virus che non fa differenze sociali né geografiche).

La situazione infatti non pare andare meglio in alcuni stati europei come UK, Spagna e Germania che sono alle prese con dati crescenti e focolai in aumento, mentre Belgio ed Olanda anticipano con misure restrittive per contenere i dati. In seria difficoltà anche Israele, USA, Brasile e Cina che hanno già riattivato diverse forme di lock-down.

Mentre i Presidenti negazionisti di alcuni paesi come UK, USA e Brasile hanno ritrattato (un po’ in ritardo) la propria posizione, nuovi movimenti reazionari denunciano un attacco alla Democrazia e l’invenzione del virus come strategia per controllare le popolazioni, invitando tutti a non indossare la mascherina e a non rispettare le norme di distanziamento e di igiene.

Difficile commentare l’ultima prospettiva senza chiedersi come gli inventori di un “falso virus” avrebbero potuto mettere in scena la quantità di decessi di cui siamo stati tutti testimoni, diretti o indiretti. Altra cosa è sostenere che un virus esistente possa essere strumentalizzato e cavalcato politicamente, fatto tristemente testimoniato dalle posizioni che quotidianamente minano coesione e fiducia, a favore di caos e polemica sterile.

Innegabile invece la rilevanza di una riflessione profonda sull’ideologia democratica e sui frequenti attentati alla sua stabilità. Senza dubbio, in presenza di pandemia, le forme di espressione democratica sono ristrette a favore di uno stato di allerta che necessita di maggior controllo, parallelamente a nuove norme e alla richiesta di una omogeneizzazione collettiva dei comportamenti, atta a contenere la diffusione.

A garanzia della Democrazia è indispensabile quindi un’analisi critica in merito alla sensatezza ed appropriatezza delle norme ma soprattutto un monitoraggio della loro limitatezza nel tempo.

Al suddetto impegno, si preferisce piuttosto il sistematico attacco alle istituzioni, a prescindere dalle tematiche, dalle situazioni e dai contesti, senza pensare che esso possa essere ben più pericoloso per la sopravvivenza della tanto difesa Democrazia. Dallo strategico utilizzo di slogan massificati tarati per attivare l’allerta sui bisogni primari (che avviene nelle aree più arcaiche del nostro cervello), alla più semplice superficialità acritica travestita da “sapere” e da nobile intento di protezione dei massimi valori democratici, si è semplicemente contro, spesso senza neppure mettere a fuoco ciò per cui potremmo essere ed agire a favore.

Un caos che -strategico o involontariamente partecipato- è senza dubbio funzionale a chi ad oggi mira a screditare per destrutturare, senza promuovere alternative percorribili, fruibili e futuribili ma anche a chi semplicemente preferisce non pensare ed agire come nulla fosse mai accaduto… peccato solo che le conseguenze -sanitarie ed economiche- si riverseranno su tutti.

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#pernontornareindietro: vacanze in sicurezza https://studiofisioterapicoviti.it/2020/07/11/pernontornareindietro-vacanze-in-sicurezza/ Sat, 11 Jul 2020 12:50:16 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2840 Oggi Quotidiano Sanità ha pubblicato il REPORT dell’8° monitoraggio sull’andamento del Covid 19 relativo al periodo 29 giugno – 5 luglio 2020, curato dall’ISS e dal Ministero della Salute. I dati rilevanti da registrare sono: un indice Rt superiore a 1 in ben 7 regioni nell’ultima settimana (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Veneto),

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Oggi Quotidiano Sanità ha pubblicato il REPORT dell’8° monitoraggio sull’andamento del Covid 19 relativo al periodo 29 giugno – 5 luglio 2020, curato dall’ISS e dal Ministero della Salute.

I dati rilevanti da registrare sono:

  • un indice Rt superiore a 1 in ben 7 regioni nell’ultima settimana (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Veneto), dove “erre con ti” è l’indice di trasmissibilità, ovvero un parametro che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, dato dal numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo,
  • un trend settimanale dei nuovi casi in crescita in 11 Regioni,
  • 636 i focolai attivi nella nazione di cui 99 nuovi solo nell’ultima settimana,
  • la necessità di monitorare ben 10 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto) valutate a rischio moderato di impatto del Covid sui servizi sanitari,
  • la criticità sanitaria in 4 regioni (Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia e Puglia) data da un numero di unità di personale inferiore ad 1 su 10 mila dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento,
  • l’allerta sulla resilienza dei servizi sanitari in Abruzzo, Campania e Puglia.

Si tratta di informazioni che dipingono un quadro in generale peggioramento e di numeri che evidenziano la gestione dell’epidemia CoVid19 a livello regionale. 

A partire dal suddetto Report Luciano Fassari su Quotidiano Sanità riassume con precisione la situazione regione per regione, schematizzata in questa tabella:

Già da una lettura sommaria appare evidente l’aumento di casi registrato nelle regioni con aumento di flusso turistico.

Alla luce di questi dati, il Ministero della Sanità e l’ISS non ritengono la situazione allarmante in quanto “il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg (periodo 22/6-5/7) di 4.3 per 100 000 abitanti (in lieve diminuzione)”, nonostante si rilevi che “in quasi tutte le Regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune Regioni”. Si ritiene che persista “l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali” nonostante “in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati”. Si valuta necessario invitare alla cautela in quanto i dati denotano che “in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante”. Infatti, “oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell’infezione vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l’origine”. “Questo evidenzia come ancora l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida”. Si conclude quindi che la situazione descritta in questo report sia “complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni. È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”.

A questo proposito alcuni ricercatori dell’ISS (Flavia Riccardo, Alberto Mateo Urdiales, Maria Luisa Scattoni) hanno realizzato e diffuso un video #pernontornareindietro dove ci ricordano le precauzioni essenziali da utilizzare per contrastare il virus, senza rinunciare a momenti di convivialità, divertimento e relax durante questa estate 2020.

Fondamentale la campagna di sensibilizzazione a 360° per informare e coinvolgere una popolazione stanca, desiderosa di normalità, non disponibile a rinunciare alle ferie in leggerezza e non pronta a sacrificare sé stessa per il bene comune. Ne è prova il flop dell’app immune, molto discussa, fortemente criticata e di fatto non utilizzata dalla maggior parte degli italiani. L’app Immuni non ha infatti raggiunto i target auspicati. Secondo il commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri “la principale ragione ha a che vedere con la fase del ciclo dell’epidemia che stiamo vivendo che trova qualche forma comprensibile ma non condivisibile di rilassamento generale”.  Nel corso di un evento organizzato dal Centro Studi Americani ha dichiarato che la App “servirà molto a partire dall’autunno”. Il viceministro Pierpaolo Sileri ha spiegato che “fa parte degli strumenti a nostra difesa contro il virus” ed ha sottolineato che “non si tratta di cedere i nostri dati in cambio della salute e neppure di paragonare il rilascio di dati sensibili ad altre app con Immuni, la quale trattiene esclusivamente informazioni anonime legate al contatto con un caso positivo”.  Sileri ha sottolineato l’importanza “di essere responsabili e consapevoli che se c’è qualcosa di buono che possiamo fare grazie al digitale contro il Covid, è usare Immuni. Nessun individuo si salva da solo, nessuno di noi è un’isola. Siamo tutti parte di un insieme che se contribuiamo a proteggere e far interagire proficuamente, diventa una comunità”. Silvestro Scotti, segretario generale della FIMMG, ha dichiarato che “Solo scaricando l’App Immuni il sistema sanitario potrà controllare efficacemente i nuovi focolai di infezione da Covid-19 ed evitare di essere costretti ad un nuovo lockdown”. Per questo la medicina generale ha scelto di schierarsi a sostegno del ministero della Salute per sensibilizzare i cittadini all’importanza della tracciabilità per individuare ed interrompere precocemente le nuove catene di contagio.

Resta il fatto che questa App non piace agli italiani che quindi -con alta probabilità- continueranno a non utilizzarla: il perché è da indagare tra le maglie delle strategie di comunicazione adottate e nella percezione di fiducia nel mondo della politica da parte della popolazione. Resta aperto il quesito sulle strategie più efficaci per raggiungere capillarmente la popolazione, responsabilizzarla e coinvolgerla attivamente: mi chiedo se al tavolo di concertazione possano contribuire in modo propositivo altri soggetti, forse ad oggi non contemplati, capaci di restituire la complessità delle diverse prospettive dal basso, per colmare quel gap sempre maggiore che da decenni separa politica e cittadinanza.

Per tenere viva la memoria del passato-presente contro la tendenza a dimenticare, negare e minimizzare una lettura emozionante ed emozionata, scritta da chi è stato travolto dall’imprevedibile e non si è tirato in dietro.

Una narrazione a 37 voci quella pubblicata da Il Pensiero Scientifico Editore (PSE) e curata dalla dott.ssa Luisa Soldano dal titolo  “Emozioni Virali – Le voci dei medici dalla pandemia”. Fra gli autori compaiono medici e pediatri di libera scelta, ospedalieri, ricercatori, liberi professionisti, militari, neolaureati e specializzandi: da un lato le tragedie, dall’altro la forza della resilienza dei singoli che fanno gruppo riorganizzandosi in assenza di protocolli guida. Venduto al Prezzo di 18 euro devolverà i proventi  alle famiglie dei medici morti in questi mesi.

Come sempre la storia è scritta dai vincitori, mai dai vinti, deformando la realtà e l’interpretazione che il futuro le attribuirà verso una bidimensionalità priva di sfaccettature e prospettive. Questa volta non sarà così: la storia di questa pandemia, nostro malgrado con i piedi ancora nel presente, non potrà mai essere scritta da colui che, da un punto di vista evoluzionistico, ad oggi appare come il momentaneo vincitore. Quel virus che ha saputo colonizzare una nuova specie ed adattarsi ad essa con velocità e mutabilità straordinarie non racconterà mai la propria versione, così come mai potranno raccontarcela i veri vinti: le migliaia di vittime morte in solitudine dietro ad un respiratore, con davanti la sola ultima immagine di medici senza volto. Con la sensibilità propria della Storia Orale e della Medicina Narrativa potremmo invece cambiare la tendenza alla bidimensionalità, dando voce alle famiglie delle vittime ed accogliendo le storie di una popolazione ferita da un trauma collettivo invisibile, caratterizzato da solitudine e paura, che si esplicita ogni giorno di più con subdole forme di disagio individuale. Questo restituirà dignità a tutti i deceduti, spessore alla Storia che leggeranno i posteri ma soprattutto sarà una grande opportunità di catarsi collettiva che altrimenti rischia di restare sepolta sotto la fretta del ritorno alla normalità ed al bisogno di cancellare l’accaduto come un brutto sogno. Questo potrebbe anche aiutare una società disgregata dagli individualismi a sentirsi più unita, nel rispetto dell’altro e nella tutela di tutti.

Il superamento -almeno parziale- dell’autoreferenzialismo potrebbe dare i propri frutti anche nel breve termine, permettendo ai molti -preoccupati dello stigmatismo e delle conseguenze pragmatiche del proprio comportamento responsabile- di superare le paure e denunciare il proprio stato di salute, piuttosto che quello di chi -malato o portatore sano- continua a non rispettare i comportamenti di tutela di sé e degli altri, contribuendo alla diffusione del virus ed alzando la probabilità di un nuovo lockdown, deleterio per l’economia e la salute psico-fisica dell’intero paese.

 

 

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La Fase 2: riapriamo con prudenza per non tornare in dietro… https://studiofisioterapicoviti.it/2020/05/05/la-fase-2-riapriamo-con-prudenza-per-non-tornare-in-dietro/ Tue, 05 May 2020 17:11:50 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2818 Da ieri è iniziata la fase II, tra il timore dei più preoccupati e la gioia degli insofferenti. Entrambe prospettive comprensibili e rispettabili ma tra il pessimismo di chi sostiene che presto saremo costretti a chiudere nuovamente a causa di una nuova impennata dei contagi e l’ottimismo di chi sostiene che sia tutto finito (o

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Da ieri è iniziata la fase II, tra il timore dei più preoccupati e la gioia degli insofferenti. Entrambe prospettive comprensibili e rispettabili ma tra il pessimismo di chi sostiene che presto saremo costretti a chiudere nuovamente a causa di una nuova impennata dei contagi e l’ottimismo di chi sostiene che sia tutto finito (o forse mai iniziato), esiste una visione realistica che propone di riaprire per non collassare economicamente, contando sul senso di responsabilità di ciascuno di noi…

Per poter essere responsabili però dobbiamo essere messi al corrente delle misure di sicurezza ancora necessarie, dal distanziamento sociale che da sempre l’OMS ha indicato nella misura di 1.80 cm, all’igiene respiratoria, al lavaggio mani secondo corretta procedura, con acqua e sapone per almeno 60 sec (o con gel disinfettante per almeno 40 sec), al corretto uso dei dispositivi di sicurezza quali guanti e mascherina.

Tutte informazioni che già indicate su questo sito ormai quasi due mesi fa, ma che ha senso riprendere e focalizzare in questa fase II di riapertura, così delicata.

Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione. Acqua e sapone o disinfettante per mani a base di alcool in % minima 60%. Il virus accede al corpo attraverso le mucose di occhi, naso, bocca e genitali, quindi è fondamentale evitare di toccarli con le mani non pulite.

Questa la corretta sequenza per il lavaggio mani con acqua e sapone o con disinfettante mani:

Usare guanti e mascherina nella maniera più corretta possibile è estremamente importante perché se li utilizziamo nella maniera scorretta rischiamo di contaminarci anche più facilmente di quanto non potrebbe essere senza questi dispositivi.

Le raccomandazioni dell’ISS in merito all’utilizzo dei guanti sono le seguenti:

  • non sostituiscano la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato di almeno 60 secondi
  • siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati
  • come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi
  • Siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato
  • Non vengano riutilizzati

Le mascherine di tipo chirurgico servono a ridurre il rischio che chi le indossa possa contagiare gli altri, poiché fermano una buona parte delle minuscole goccioline che possono veicolare il virus emesse dalla bocca e dal naso quando tossiamo, starnutiamo, sbadigliamo, parliamo e respiriamo. Non proteggono “in entrata”, quindi non impediscono un eventuale ingresso del virus ma se le indossiamo tutti, ci proteggiamo a vicenda.

A proteggere dal contagio altrui sono le mascherine con filtro FFP2 o FFP3, che però vanno riservate al personale medico e a chi deve necessariamente assistere un malato. In particolare quelle con la valvola non vanno assolutamente utilizzate perché veicolano l’aerosol al di fuori della mascherina.

Le mascherine monouso in media dopo le 4h perdono la loro capacità filtrante, quindi vanno cambiate. Quando indossate e durante la rimozione non vanno toccate nella parte anteriore ma solamente dai lacci o dagli elastici. Vanno indossate in modo che coprano bocca e naso stringendo bene il nasello e verificandone la massima aderenza al volto. Tutti gli altri utilizzi fantasiosi (con il naso di fuori, sulla fronte, sotto il mento, al collo, in tasca, etc), non solo sono inefficaci ma addirittura dannosi. Infatti, è possibile che l’uso scorretto delle mascherine possa addirittura aumentare il rischio di infezione per via del contatto di parti potenzialmente infette con vestiti, parti del corpo o altre parti della stessa mascherina. Inoltre, il rischio potrebbe aumentare a causa di un falso senso di sicurezza e di un maggiore contatto tra mani, bocca e occhi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di indossare la mascherina solo se si sospetta di aver contratto il nuovo Coronavirus e si hanno sintomi come tosse o starnuti, oppure se ci si sta prendendo cura di una persona che potrebbe essere malata di Covid-19. Non dice che le mascherine non servono, ma sottolinea la grave scarsità di mascherine a fronte di una pandemia che le renderebbe necessarie per una fetta consistente della popolazione mondiale. Per questo è importante usarle quando strettamente necessario: a mio avviso anche quando ci si deve esporre a contatti ravvicinati e prolungati (distanza inferiore ai 2 metri per un tempo superiore ai 15′) con altre persone e/o in luoghi potenzialmente contaminati, nei quali non ci si può esimere dall’andare. Resta sconsigliato l’utilizzo ripetuto della stessa mascherina per più giorni.

Il distanziamento sociale di 2 mt associato ad una corretta igiene respiratoria, all’utilizzo corretto e parsimonioso della mascherina chirurgica che tutela vicendevolmente i soggetti che la indossano e ad un eventuale utilizzo corretto e selettivo dei guanti, restano ad oggi la strategia di comportamento più efficace per la riduzione del contagio.

Nella sezione CoVid-19 di questo sito, ulteriori informazioni in merito alle procedure di lavaggio mani, del corretto uso della mascherina e delle procedure igieniche per la sicurezza sociale ed individuale adottate dallo Studio Fisioterapico Viti.

#RIAPRIAMOINSICUREZZA #RIAPRIAMOASSIEME

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I giochi con l’acqua per bambini 0-3 guidati dall’educatrice d’infanzia https://studiofisioterapicoviti.it/2020/04/29/i-giochi-con-lacqua-per-bambini-0-3-guidati-dalleducatrice-dinfanzia/ Wed, 29 Apr 2020 20:48:30 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2730 L'articolo I giochi con l’acqua per bambini 0-3 guidati dall’educatrice d’infanzia proviene da Studio Fisioterapico Carlotta Viti.

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L’esercizio dei 4 elementi sotto la guida della Dott.ssa Rosa Squeo (psicologa d’emergenza) https://studiofisioterapicoviti.it/2020/04/29/lesercizio-dei-4-elementi-sotto-la-guida-della-dott-ssa-rosa-squeo-psicologa-demergenza/ Wed, 29 Apr 2020 20:44:22 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2727 L'articolo L’esercizio dei 4 elementi sotto la guida della Dott.ssa Rosa Squeo (psicologa d’emergenza) proviene da Studio Fisioterapico Carlotta Viti.

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Yoga e vocalizzi sotto la guida di Elena https://studiofisioterapicoviti.it/2020/04/22/yoga-e-vocalizzi-sotto-la-guida-di-elena/ Wed, 22 Apr 2020 09:15:26 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2723 Yoga e vocalizzi per rilassarsi, prendersi cura di sé e portare l’attenzione al proprio corpo e fermare i pensieri infestanti che ci tolgono energia e la possibilità di essere costruttivi e propositivi…

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Pittura per tutti: un modo simpatico per distrarsi un po’ [Monica Porro – pittrice] https://studiofisioterapicoviti.it/2020/04/22/pittura-per-tutti-un-modo-simpatico-per-distrarsi-un-po-monica-porro-pittrice/ Wed, 22 Apr 2020 09:01:14 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2720 Grazie a Monica per questo contributo di profonda “leggerezza”: il progetto #AdattiAMOci è anche questo… Prendersi cura di sé concedendosi un tuffo nella sperimentazione del segno, dei colori e della forma, con i materiali più semplici, reperibili in casa, per regalare un momento di tranquillità alla mente…

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Grazie a Monica per questo contributo di profonda “leggerezza”: il progetto #AdattiAMOci è anche questo… Prendersi cura di sé concedendosi un tuffo nella sperimentazione del segno, dei colori e della forma, con i materiali più semplici, reperibili in casa, per regalare un momento di tranquillità alla mente…

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Mi leggi una storia? Questa sera te la leggo e domani la giochiamo… [biblioteca Pianoro e Rastignano] https://studiofisioterapicoviti.it/2020/04/18/mi-leggi-una-storia-questa-sera-te-la-leggo-e-domani-la-giochiamo-biblioteca-pianoro-e-rastignano/ Sat, 18 Apr 2020 17:51:42 +0000 https://studiofisioterapicoviti.it/?p=2716 La biblioteca di Pianoro e Rastignano in provincia di Bologna ha proposto un’attività molto interessante per bambini 6-10: la lettura di una fiaba associata ad un laboratorio… Tra i tanti libri disponibili in Studio, i bambini che vengono a fare fisioterapia adorano quello intitolato “Chi me l’ha fatta in testa?” Per questo è stata la

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La biblioteca di Pianoro e Rastignano in provincia di Bologna ha proposto un’attività molto interessante per bambini 6-10: la lettura di una fiaba associata ad un laboratorio…

Tra i tanti libri disponibili in Studio, i bambini che vengono a fare fisioterapia adorano quello intitolato “Chi me l’ha fatta in testa?” Per questo è stata la mia prima scelta tra le varie proposte: credo possa essere molto bello ascoltarne la lettura prima di dormire, per poi svegliarsi la mattina e successiva e trasformarlo in gioco.

Buon ascolto:

lettura

Buon divertimento:

laboratorio

 

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